「イタリアでは消滅した共産党が復活している国がある」

イタリアのVirgilio notizieというポータルサイト?で、APCOMのニュースとして、「危機が共産党に味方する」(?)という記事が流れています。

冒頭では、「イタリアでは議会から消滅[1]したし、いわゆる第一世界の国々でも文字通り消滅したが、世界の先進国の中で、『ハンマーと鎌』[2]が復活している国が1つある」といって、日本で共産党が15カ月連続で党員を増やしているというニュースが大きな話題になっていると紹介しています。たぶん (^^;)

Giappone/ La crisi spinge su adesioni Partito comunista -focus | Esteri | ALICE Notizie
Giappone/ La crisi spinge su adesioni Partito comunista… -2- | Esteri | ALICE Notizie

先日も、別のイタリアの金融関連のサイトで、日本共産党のことがとりあげられていると紹介しましたが、イタリアでは、いま日本共産党が話題になっているんでしょうか? (^^;) なんにせよ、イタリアでは共産党はまったく影響力を失ってしまっているのに、先進国の中で共産党が伸びている国がある、ということで注目されているようです。

ということで、イタリア語はさっぱり分からないので、Google翻訳で英語にしたものにもとづいて大雑把に内容を紹介すれば、1本目の記事では、日本が昨年の経済危機以来大きな落ち込みを示していることや、「フリーター」「プレカリアート」あるいは「ロスジェネ」と呼ばれる若者が大量に解雇されていることなどを指摘。そのなかで日本共産党に新しく入党する人がこの15カ月に毎月1000人ずついて、その20%が「ベルリンの壁が崩壊したあとに生まれた」20代だと紹介しています。「若者は、共産党に今日的な提案を見いだしている。衰えた自民党は統治能力を失ったとみなされている」、云々。

2本目の記事では、日本共産党は議会勢力としては小さいが、「重み」や「注目度」を上げていると指摘。その重要な一例として、「日本資本主義の心臓部とも言えるトヨタ自動車の幹部が日本共産党本部を訪ねて、志位和夫委員長と握手した」ことを上げています。さらに、日本共産党の「成功」の理由について、志位委員長の言葉として「困窮した労働者の問題を解決するために努力してきたことが日本共産党への共感に繋がった」「同時に、多くの人が、日本はルールなき資本主義を続けていてよいのだろうかと疑問を持ち始めた」ことなどを紹介しています。

Giappone/ La crisi spinge su adesioni Partito comunista -focus

Il Sol levante arranca e i primi a pagare sono i precari
postato 2 giorni fa da APCOM
ARTICOLI A TEMA

Roma, 27 feb. (Apcom) – In Italia sono fuori dal Parlamento, in altri paesi del cosiddetto Primo mondo del sono letteralmente scomparsi. Eppure, c'è una delle nazioni più sviluppate al mondo in cui potrebbe tornare la falce e martello. Si tratta di una delle grandi potenze mondiali in termini di prodotto interno lordo: il Giappone. E' di questi giorni la notizia che il Partito comunista giapponese (Nihon kyosanto), per il quindicesimo mese consecutivo, ha visto crescere il numero dei suoi iscritti.

Un risultato importante per una compagine politica che solo pochi anni fa era data per spacciata. E per un partito che, per quanto ancora poco rappresentato in Parlamento e accreditato solo del 2-3 per cento dai sondaggi, sembra capace di andare a pescare in un elettorato sempre più giovane ed esposto alla crisi economica che, nel Sol levante, sta colpendo in maniera particolarmente dura.

Nel mese di gennaio il Giappone ha registrato un crollo della produzione industriale (-10%) rispetto a dicembre 2008, in particolare nei settori chiave dell'auto e dei semiconduttori. Un dato particolarmente preoccupante, che fa il paio con il calo del 5,9 per cento nella spesa delle famiglie su base annua. Segni di una sofferenza, che non sembra aver riscontro nei dati ufficiali sulla disoccupazione, oggi al 4,3 per cento, ma il cui meccanismo di calcolo non è mai stato considerato ineccepibile.

E' un fatto che a subire per primi il peso della crisi sono i lavoratori precari e irregolari, quelli che fino a poco tempo fa venivano chiamati "freeter", con un'accezione positiva che richiama la radice anglo-tedesca "free" (libero) e "arbeiter" (lavoratore), e oggi invece "purekariaato", che è un miscuglio tra due parole italiane: "precario" e "proletariato". Lavoratori che sfuggono ai dati ufficiali, esponenti della cosiddetta "rosu jene" ("lost generation"), come racconta Norma Field dell'Università di Chicago sull'Asia-Pacific Journal. I lavoratori precari sono un prodotto degli ultimi 20 anni, un'anomalia nella tradizionale struttura del mercato del lavoro nipponica, che faceva dell'impiego a vita uno dei suoi pilastri. E sono tanti quelli il cui lavoro è già saltato: oltre 400mila nell'industria manifatturiera.

Nel 2000 il Partito comunista aveva 500mila iscritti. Oggi sono molto meno, circa 400mila. Tuttavia sono in crescita di almeno mille al mese da 15 mesi. E circa il 20 per cento dei nuovi membri del partito hanno meno di 30 anni, cioè erano bambini quando cadeva il Muro di Berlino. Giovani che stanno trovando nell'azione di quel partito delle proposte che l'attuale, decrepito Partito liberaldemocratico (Jiminto) non sembra riuscire a fornire. Non è un caso che il sostegno al governo del primo ministro Taro Aso sia ai minimi storici, attorno al 10 per cento. (segue)

Giappone/ La crisi spinge su adesioni Partito comunista… -2-

2009 anno delle elezioni, liberaldemcratici potrebbero perdere
postato 2 giorni fa da APCOM
ARTICOLI A TEMA

Roma, 27 feb. (Apcom) — I comunisti in Parlamento sono pochi. Su 242 seggi della Camera alta, il partito di sinistra ne esprime solo sette. Sui 480 della Camera bassa, i comunisti sono in nove. Il loro peso politico, però, sta aumentando sensibilmente e anche la loro visibilità. Molto rilievo ha avuto la recente visita di uno dei massimi dirigenti della Toyota, la grande casa automobilistica al cuore del capitalismo nipponico, alla sede centrale del Kyosanto e la sua calorosa stretta di mano col presidente del partito Kazuo Shii.

In una recente trasmissione televisiva presso il network nazionale Asahi, Shii è stato interrogato sull'inatteso successo d'un partito che appariva bollito durante l'era Koizumi (2001-2005). "Una della principali ragioni è che i nostri sforzi per risolvere i problemi dei lavoratori impoveriti hanno conquistato simpatie per il Partito comunista giapponese", ha premesso il leader, che guida la sua compagine politica dal 2000. "Nello stesso tempo – ha continuato – molte persone stanno cominciando a chiedersi se il Giappone deve continuare ad accettare un capitalismo senza regole. Non abbiamo norme decenti per difendere le condizioni di vita della gente rispetto al lavoro, ai servizi sociali, alle piccole e medie imprese e in molti altri campi".

Il Partito comunista, insomma, sta raccogliendo consensi in un settore dell'elettorato deluso dalla politica tradizionale, che nelle ultime competizioni elettorali s'era orientato verso un bipolarismo, facendo crescere il Partito democratico (Minshuto) come principale "competitor" dei liberaldemocratici. Gente che, magari, non ha neanche un saldo ancoraggio ideologico e può indifferentemente riconoscersi – come racconta Field – in quanto scrive la cantante punk-ultranazionalista di di destra Amamiya Karin, che col suo libro "Ikisasero!" ("Fateci vivere!") ha fornito un vero e proprio slogan contro la povertà. O che può riconoscersi nella storia, divenuta emblematica, di Ai Iwagami, la leader delle giovani commesse dei negozi di moda "gothic lolita" BABY licenziate, le cui immagini, mentre tengono comizi nei loro bizzarri look, hanno fatto il giro del paese.

C'è un gran numero di nuove povertà oggi in Giappone, come dimostrano le baracche che sorgono in alcuni parchi di Tokyo. I comunisti stanno intercettando molti "scontenti" e lo stanno facendo con un'enorme dose di realismo. Già il predecessore di Shii aveva fatto cambiare lo statuto del partito, riconoscendo il ruolo dell'Imperatore e l'esistenza delle Forze di autodifesa (e pur mantenendo la difesa rigorosa dell'Articolo 9 della Costituzione, che impone il pacifismo al Sol levante). Inoltre, dopo una serie di sconfitte che avrebbero tolto il fiato a chiunque, il Kyosanto ha deciso nelle ultime elezioni che si sono tenute a non presentarsi dappertutto, permettendo il voto utile a favore del Partito democratico, che se n'è avvantaggiato.

Quest'anno per il Sol levante è elettorale e potrebbe essere l'anno buono per mandare a casa il Partito liberaldemocratico, che comanda quasi ininterrottamente in Giappone dal 1955. Una possibilità di desistenza con il Partito democratico, secondo il mensile politico di questo mese Sentaku, appare difficile, anche perché il partito di Shii vuole ottenere quanti più seggi possibili. Eppure c'è anche chi un'alleanza non l'esclude, anche se per ora resta confinata solo nei peggiori incubi dei leader del Jiminto.

こちら↓が、Google翻訳による英訳。ところどころおかしな訳や、翻訳できていないところもありますが、大雑把には意味が取れると思います。

Japan / The crisis pushes to join the Communist Party-focus

The Sol arranca east and the first to pay are the precarious
posted 2 days ago from APCOM
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Roma, 27 feb. (Apcom) – In Italy are out of the Parliament, in other countries of the so-called First World are literally disappeared. Yet there is one of the most developed nations in the world in which it could return the hammer and sickle. This is one of the major world powers in terms of gross domestic product: Japan. E 'of these days the news that the Japanese Communist Party (Nihon kyosanto), for the fifteenth consecutive months, has increased its number of subscribers.

A major achievement for a company policy that only a few years ago was given off. And for a party which, although still little represented in Parliament and credited only by 2-3 percent by the polls, seems able to go fishing in an electorate getting younger and exposed to the economic crisis that in the Sol levante, is affecting in a particularly hard.

In January, Japan has seen a slump in industrial output (-10%) compared to December 2008, particularly in key areas of the car and the semiconductor. It is particularly worrying that the pair's decline of 5.9 percent in household spending on an annual basis. Signs of suffering, which does not seem to have reflected in the official data on unemployment, now at 4.3 percent, but whose method of calculation has never been considered exemplary.

It 'a fact that the first to suffer the burden of the crisis are the workers in precarious and irregular, who until recently were called "freeter", took a positive with that recalls the roots of Anglo-German "free" (free ) and "Arbeiter" (worker), and today "purekariaato", which is a mixture between two English words "precarious" and "proletariat." Workers beyond the official figures, representatives of the so-called "rosu jene" ( "lost generation"), as told Norma Field, University of Chicago on Asia-Pacific Journal. The workers are a product of the last 20 years, an anomaly in the traditional structure of the Japanese labor market, which was a life of one of its pillars. And many are those whose work has already missed: more than 400 in manufacturing.

In 2000, the Communist Party had 500 thousand subscribers. Today they are much less, about 400. However, are growing at least a thousand a month for 15 months. And about 20 percent of new party members are under 30 years, that children were falling when the Berlin Wall. Young people are finding in that party of the current proposals, decrepit Liberal Party (Jiminto) does not seem able to provide. It is no coincidence that support for the government of Prime Minister Taro Aso is historically low, around 10 percent. (Continued)

Japan / The crisis pushes to join the Communist Party … -2-

2009 years of elections, may lose liberaldemcratici
posted 2 days ago from APCOM
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Roma, 27 feb. (Apcom) – The Communists in Parliament are few. At 242 seats in the Upper House, the party left it expresses only seven. About 480 of the Lower House, the Communists are in nine. Their political weight, however, is increasing significantly, and even their visibility. Very important was the recent visit of one of the chief executive of Toyota, the big car to the heart of Japanese capitalism, the headquarters of Kyosanto and his warm handshake with the President of the Party Kazuo Shii.

In a recent television broadcast network in the national Asahi, Shii was questioned sull'inatteso success of a party that seemed boiled during the Koizumi era (2001-2005). "One of the main reasons is that our efforts to solve the problems of impoverished workers have gained sympathy for the Japanese Communist Party," he said the leader, who leads his company policy since 2000. "At the same time – he continued – many people are beginning to wonder whether Japan should continue to accept capitalism without rules. We do not have decent standards to protect the lives of people with respect to employment, social services, to small and medium companies and in many other fields. "

The Communist Party, in short, is gathering support in an electorate disillusioned by the traditional policy, which in the last election had competitions geared towards bipolarity, increasing the Democratic Party (Minshuto) as the main "competitor" of the Liberal Democrats. People who maybe did not even anchor a solid ideological and can equally recognize – as Field says – as he writes the singer of punk-ultra right Amamiya Karin, who with his book "Ikisasero!" ( "Let us live!") Has provided a real slogans against poverty. Or that can recognize in history, became emblematic, Ai Iwagami, the leader of the youth committed the fashion "gothic lolita" BABY fired, whose pictures, hold rallies in their bizarre look, have traveled the country.

There is a large number of new poverty today in Japan, as the shacks that arise in some parks in Tokyo. The Communists are intercepting many "unhappy" and are doing with a huge dose of realism. Already the predecessor of Shii had to change the status of the party, recognizing the role and existence dell'Imperatore Forces of self (and while maintaining strict protection of Article 9 of the Constitution, imposing pacifism to Sol levante). Moreover, after a series of defeats that would have taken away my breath to anyone, the Kyosanto decided in the last elections that were held not to appear everywhere, allowing the useful vote in favor of the Democratic Party, which it has been benefited.

This year the sun is Sol election year might be good to send home the Liberal Party, which commands almost continuously in Japan since 1955. One possibility of desistenza with the Democratic Party, according to the monthly political Sentaku this month, it is difficult, because the party wants Shii get as many seats as possible. Yet there are also those who did not rule out an alliance, although for now remains confined only in the worst nightmares of the leaders of Jiminto.

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イタリアの新聞?が日本共産党を取り上げる?!

  1. 「イタリア共産主義再建党」は、第2次ブローディ内閣によるイタリア軍のアフガニスタン派遣延長をめぐって分裂し、2008年4月の選挙で上下両院の議席を失った。 []
  2. 旧ソ連の国旗などでおなじみの旗のこと。ハンマーが労働者階級、鎌(といっても日本の鎌ではなく、もっと大きな草刈り鎌)が農民階級を象徴。このニュースでは共産主義の代表としてあつかっているが、日本共産党の旗は「ハンマーと鎌」ではない。 []

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